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sabato 16 novembre 2013

LUTTO NELLO SPORT

è MORTO  IL GRANDE RAIMONDO D'INZEO UNO SPORTIVO ITALIANO CHE CI HA FATTO ONORE , MESTRO DI EQUITAZIONE ,  CAVALLIERE  DI SALTO OSTACOLI .
SENTO PARTICOLARMENTE  QUESTA MANCANZA ESSENDO UN AMANTE DEL SALTO OSTACOLI.
Dinzeo Roma 1960.jpg
Dati biografici
NazionalitàItalia Italia
Equitazione Equestrian pictogram.svg
Dati agonistici
SpecialitàSalto ostacoli
SquadraCarabinieri Carabinieri
Palmarès
Bandiera olimpica  Olimpiadi
ArgentoMelbourne 1956A squadre
ArgentoMelbourne 1956Individuale
BronzoRoma 1960A squadre
OroRoma 1960Individuale
BronzoTokyo 1964A squadre
BronzoMonaco di Baviera 1972A squadre
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
ArgentoAquisgrana 1955Individuale
OroAquisgrana 1956Individuale
OroVenezia 1960Individuale
BronzoBuenos Aires 1966Individuale
Statistiche aggiornate al aprile 2009
Raimondo D'Inzeo (Poggio Mirteto, 2 febbraio 192515 novembre 2013) è stato un cavaliere italiano, fu campione olimpico ai Giochi olimpici di Roma 1960 svolti dal 25 agosto all'11 settembre 1960. e due volte campione del mondo (1956 e 1960).
Con otto presenze ai Giochi olimpici, è l'atleta italiano che vanta il maggior numero di partecipazioni olimpiche, alla pari con il fratello Piero e con Josefa Idem.

Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri fino al grado di Colonnello, quindi Generale di Divisione del ruolo d'onore, nella sua carriera militare è stato comandante del Gruppo Squadroni "Pastrengo" autore di numerosi Caroselli storici dell'Arma dei Carabinieri, in seguito, primo Comandante del Centro Ippico, del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo e cavaliere italiano, specialista nella disciplina del salto ostacoli
Raimondo e il fratello maggiore Piero D'Inzeo, anch'egli cavaliere e militare di cavalleria, sono stati i primi atleti a partecipare a otto edizioni consecutive dei Giochi olimpici, dal 1948 al 1976.
In campo internazionale, i due sono stati chiamati i fratelli invincibili dell'equitazione italiana. Hanno partecipato vittoriosamente a numerose gare in Italia e all'estero, e il loro punto di maggior gloria è stato quello raggiunto nei Giochi Olimpici del 1960, a Roma, quando Raimondo conquistò la medaglia d'oro e Piero la medaglia d'argento nel Gran Premio di salto ostacoli.
Al temperamento irruente ed aggressivo ma efficace di Raimondo, Piero contrapponeva maggiore tecnica e maggior calcolo.
A coronamento di una carriera straordinaria, ha ricevuto l'onore di sventolare la bandiera tricolore durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Città del Messico.
Cessata l'attività agonistica, è stato Presidente Onorario

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